Sharp Objects, le cicatrici del male e della vergogna. Approfondimenti sulla miniserie

Thriller psicologico o per meglio dire psichiatrico, Sharp Objects non ti lascia indifferente. È possibile che la visione fino a tarda ora possa causare una notte piuttosto agitata. Insomma una miniserie impegnativa per lo spettatore più sensibile, ma assolutamente da vedere.

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La presenza assente

In una piccola e immaginaria località del Missouri, l’atmosfera immerge in un tempo non riconoscibile immediatamente. Ogni luogo pare avvolto da un velo d’inquietudine  dove tutto sembra essersi fermato e consacrato da ricorrenze in costume. In quel posto, i giovani si lasciano andare allo sballo come dei figli abbandonati a se stessi da “mammine care”, e le figure femminili sono psicologicamente labili.

Gli adolescenti sono dunque spaventosi e indifferenti a tutto ciò che accade intorno a loro. Sono irriverenti e noncuranti, privi di ogni tipo di sentimento positivo. Sono come le bambole di plastica dagli sguardi di vetro che sembrano aspettarti mute. E tutto sommato questa pare la parte più sconvolgente.

Tra le strade nei boschi, echeggia nient’altro che il rumore dei pattini a rotelle. Questo gioco gioioso, che accarezza i volti ma non i cuori più aridi, accompagna il silenzioso fruscio dell’aria. Il primo episodio, che potrebbe essere rivelatore, solo alla fine, attraverso particolari che inizialmente sfuggono alla vista persino dei più attenti, ci mostra un quadro completo e agghiacciante.

Sharp Objects, tutte le forme di un male invisibile

Le scottanti tematiche sono scandagliate in una giovane donna giornalista di cronaca nera a Saint Louise, Camille Preaker interpretata da Amy Lou Adams. In scena appare la debolezza psicologica in tutte le sue peggiori sfumature. I semi sviluppati da percorsi tortuosi e tramandati di generazione in generazione senza sosta, sfociano nell’alcolismo e nell’autolesionismo. Camille ripercorre dolorosamente un’infanzia e un’adolescenza difficili da cancellare. Ogni angolo della piccola comunità di Wind Gap, risveglia in lei i ricordi necessari a trovare l’insperata guarigione.

La madre Adora Crellin ha un rapporto difficile con la figlia. Questo legame così complesso e che pure nella sue difficoltà, nella norma è sano, assume nella malattia il volto della subdola violenza fisica ed emotiva. Adora vive nel distacco e nella pietrificazione dell’animo e non conosce il rimorso della consapevolezza dell’errore. Tutto ciò si ripete all’infinito ramificato in mille volti, finché un potatore consapevole non sia così forte da fare il doloroso taglio. Ebbene, una serie tutta al femminile in cui la trasmissione dei dati di un DNA distorto è l’ansia da ostacolare a qualunque costo; ciò che è stato scritto non per questo verrà accettato. L’addentrarsi nella faticosa ricerca della salvezza, farà emergere gli aspetti più violenti del crimine e soprattutto ciò che una donna può fare a un’altra donna.

La serie è tratta dal romanzo di Gillian Flynn

Gli episodi della miniserie americana uscita nel 2018, durano un’ora circa e sono una riproposizione del romanzo Sulla pelle scritto da Gillian Flynn e pubblicato nel 2006.

La regia è del canadese Jean-Marc Vallée (Dalla Buyers Club 2013, con Matthew McConaughey). Vallée dichiara di amare le storie complicate di donne intelligenti. Ciò ci riporta ad un’altra miniserie TV che consiglio vivamente di guardare, Big Little Lies  ovvero Piccole grandi bugie uscita nel 2017. Ancora una volta un prodotto vincente di HBO, in Italia trasmesso da Sky Atlantic.

Patricia Clarkson, il peso d’interpretare personaggi difficili

Adora Crellin è interpretata da Patricia Clarkson. L’attrice ancora una volta riesce perfettamente a sviscerare il ruolo ambiguo già visto in diversi episodi della pluripremiata serie House of Cards, nei panni dell’enigmatica Jane Davis. In Sharp Objects è stata altrettanto perfetta non solo nel ruolo di madre, ma anche di moglie e donna inquietante, tanto da sconvolgere l’animo dello spettatore.

In un’intervista a Variety, Patricia racconta come sia stato difficile intraprendere quella strada così dolorosa, tanto da rischiare di esserne fagocitata anche al di fuori del set. La sua precedente esperienza nel personaggio di Blanche Du Bois in Un tram che si chiama desiderio, opera teatrale di Tennessee Williams era già stata piuttosto impegnativa.  Nonostante ciò, dopo avere letto il copione della serie trasmessa da HBO era stata attratta dalla dualità del personaggio di Adora.

Sharp Objects, una “close ending season”

La miniserie “close ending season”,  così come inizialmente sarebbe dovuta essere la già citata Big Little Lies, non avrà un seguito. Sebbene il crescendo verso le ultime puntate, pare che gli ascolti non siano stati così convincenti. Inoltre la protagonista, l’attrice Amy Adams, sembra non abbia avuto l’intenzione di sostenere nuovamente un ruolo così faticoso.

Un ruolo logorante per la Amy “de Vicenza”

La stessa Adams racconta a Marie Claire che in seguito all’esperienza attraverso gli oggetti appuntiti, annientava i demoni di Camille passeggiando a Central Park. L’attrice dice di avere interpretato alcune delle persone più cattive e che nessuno possa fare nulla per intimidirla. Aggiunge però, che scavare ancora nei meandri della malattia mentale, vivere ancora una volta all’interno di quel mondo di violenza emotiva, sarebbe stato troppo oneroso. Insomma un peso non indifferente soprattutto per la sua capacità di mettere già molta pressione su se stessa, come ha dichiarato a emanuellevy.com

Non a caso l’intenso e duro lavoro svolto è proprio il frutto di una responsabilità più matura di chi come la Adams ha iniziato tardi ad avere successo. Tant’è che la tenacia e la scelta di alcuni ruoli, le hanno fruttato diverse nominations agli Oscar e vittorie al Golden Globe. Nella sua biografia infatti si legge della sua vicinanza al pubblico italiano in quanto nativa di Vicenza dove il padre era militare e prestava servizio in caserma e in seguito nella base militare statunitense di Aviano.

Pubblico e riconoscimenti

La Serie Tv vanta alcune nominations al Gotham Independent Film Award, importante cerimonia di premi cinematografici di produzioni indipendenti. Riconoscimenti anche da parte dell’International Press Academy ai forse meno noti, Golden Satellite Award.

IL VOTO DI IMDb 8,2

Rottentomatoes 92% Giudizio del pubblico 83%

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MINISERIE2018EPISODI 8
SERIE CONCLUSA